Hey Syrians,
se vi mettete un passamontagna e fate coretti punk, forse i giornali vi si cacano un po’ di più.
O, almeno, portate dei beagle al guinzaglio.
se vi mettete un passamontagna e fate coretti punk, forse i giornali vi si cacano un po’ di più.
O, almeno, portate dei beagle al guinzaglio.
Sì, va bene, ma il film com’è?
Se bussi forte alla mia testa senti un rimbombo di casa abbandonata.
Sono entrata in quell’età in cui le telefonate inaspettate dicono lutto.
Puntuale: quando arriva lo spot la frequenza salta e si sposta su Radio Maria.
Da alcune ore Radio Popolare è vittima di uno “strano fenomeno”.
L’emittente milanese ha da ieri in programmazione gli spot della Campagna “Io scelgo”, che attraverso testimonial come Moni Ovadia, Lella Costa o Gherardo Colombo chiede al Comune di istituire il registro del testamento biologico.
Ad ogni messa in onda dello spot, sistematicamente, la frequenza di Radio Popolare “salta” dopo alcuni secondi e viene occupata per oltre un minuto da quelle di Radio Maria, rendendo impossibile ascoltare lo spot in questione e quelli successivi.
Dunque io te lo dico, l’appuntamento per la raccolta firme è venerdì 15/6 alle 18.00 alle colonne di San Lorenzo. E se adesso vedi la Madonna è perchè l’hacker diddio sta togliendo i peccati dal mondo.
Tutti gli anni c’è il giorno in cui tutto accade.
Quest’anno è domani: Benvegnù al Carroponte, i Ting Tings al Magnolia, Yellow Submarine all’Oberdan, i Titoli di testa al Cubo. E nemeno sono quadriqua.
Si chiama “VenTo”, ed è il frutto di un progetto di ricerca sul campo e a bassa velocità realizzata da un gruppo di lavoro del Politecnico di Milano coordinato dal professor Paolo Pileri. “Grande opera” che consiste in un’itinerario ciclabile lungo il Po, per unire Venezia a Torino. (Ven- e -To).
Per quest’opera parlano i numeri: VenTo è lunga 679 chilometri, in buona parte dispiegati sugli argini (55% del tracciato) o sulle vie di campagna o nei tratti urbani delle piccole e grandi città; VenTo passa per 4 regioni, 12 province, 121 comuni e 242 località, ovvero un patrimonio di paesaggio, di ambiente, di storia, di lavoro, di agricoltura unico in Italia, permettendo l’esplorazione del Po lungo il suo corso, attività pressoché inedita; VenTo si collocherebbe da subito tra le prime ciclabili d’Europa, attirando il popolo dei ciclisti e cicloturisti europei, che oggi pedalano lungo il Danubio, l’Elba, il Reno, la Drava; VenTo intercetta oltre 14mila aziende agricole, e quasi 300 strutture ricettive (raggiungibili con piccole deviazioni). Infine, oltre 266 chilometri (circa il 40% del tracciato) di VenTo corrono all’interno di parchi e aree protette.
Il progetto è stato presentato al Politecnico di Milano l’11 maggio scorso. Il professor Paolo Pileri, che ha coordinato il gruppo di lavoro di 4 giovani ricercatori (tra i 26 e i 33 anni) ha parlato di una “infrastruttura in grado di far conoscere il nostro Paese: VenTo è un’occasione concreta di sviluppo. Ed è a impatto zero; perché è tutto pronto, incredibilmente. Per realizzazione una “grande opera”, un’opera di interesse collettivo”.
Pileri ha poi presentato il “cruscotto dei costi di realizzazione dell’opera”, sottolineando che “il 60% della ciclabile è pronto, basta un milione di euro”. In tutto, invece, servono 80 milioni di euro, “lo 0,001% delle spesa pubblica” ma anche il costo di un chilometro di Tangenziale Est esterna di Milano.
Dopo la fase progettuale, completata, arriva quella legata alla “realizzazione” dell’opere, che il Politecnico di Milano suddivide in quattro momenti.
“La fase Fase 0. VenTo è una ciclabile in parte già pedalabile in tutta sicurezza (circa 15% del tracciato, 102 km). Per il resto possiamo ipotizzare 3 fasi di intervento. Fase 1. Con semplici e decisivi cambi di alcune regole d’uso di argini, strade vicinali, sentieri, strade non più o raramente utilizzate, altri 284 km (42%) diverrebbero ciclabile a tutti gli effetti. Così VenTo raggiungerebbe circa 420 km (il 60%). Il tutto
con poco più di 1 milione di euro (circa 4 euro al metro per 284 km!).
Fase 2. Dopodichè con altre semplificazioni e pochi interventi, ulteriori 148 km potrebbero diventare ciclabili. Circa 18 milioni di euro, poco più di 120 euro al metro, e VenTo raggiungerebbe quasi l’80% del suo sviluppo. L’uso ciclabile di argini avviene già in altre regioni (lungo l’Adige) o Paesi europei (lungo la Drava, il Danubio, l’Elba). Fase 3. Rimangono solo 145 km (21%) non realmente pedalabili oggi, che
richiedono interventi importanti. Per questi, occorre un investimento di circa 61 milioni di euro (circa 420 euro al metro) e VenTo è completata.
Totale. Con una spesa molto bassa (80 milioni di euro), pari a circa 118 euro al metro, si realizzerebbe la più lunga pista ciclabile italiana e una delle più lunghe ciclabili d’Europa. Un impegno che -conclude un documento del Politecnico di Milano-, se suddiviso tra Stato, 4 regioni e 12 province diverrebbe davvero leggero, leggero come una brezza”. Altro che autostrade che mangiano i terreni agricoli.
C’è un “ma”, purtroppo. Spiega Paolo Pileri: “La domanda che mi poni sul coinvolgimento degli amministratori (invitati ad intervenire all’incontro dell’11 maggio al Politecnico, nda) è un vero nodo. Al momento non abbiamo risposte impegnative e concrete. È anche per questo se insisto per portare VenTo sulla stampa. Perché è un progetto che ha la pretesa di mettere il naso fuori dalla crisi”.
Paolo Benvegnù - Avanzate, ascoltate.
Esattamente 20 anni fa, alle 17.58, mi scolorivo i capelli. Biondo platino, diventavo.
Non c’è altro mio anniversario così nitido nella memoria.
Presidio anticlericale in Piazza XXIV Maggio
Inizio:
Sabato, 2 Giugno, 2012 - 14:30 - 18:30
Verso il corteo anticlericale del 2 giugno.
La Scighera aderisce alla mobilitazione anticlericale di sabato 2 giugno. Porteremo il nostro caloroso saluto al signor Joseph Ratzinger (a Milano per l‘“Incontro mondiale delle famiglie”) con una festa di non-matrimonio collettivo. Spose e sposi, preti e suore, damigelli e papesse, testimoni transgender, parentado queer: tutti sono invitati a rappresentare, in maniera ironica e gioiosa, l’infinita varietà delle relazioni affettive contro il modello imposto e celebrato dalla morale cattolica, l’unico ad essere riconosciuto a livello legale e titolare di diritti.
Appuntamento a partire dalle 14.30 in Piazza XXIV Maggio. E’ raccomandato un abito consono all’occasione: grottesco e dissacrante!
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E domenica 27 maggio, dalle 19.00, autoproduzione di costumi per l’occasione presso il circolo.